20 maggio 2013

Senza titolo

20 maggio

Quando la mia macchina fotografica era più nuova, ed ero più nuova anch'io, eravamo sempre insieme. Un duo affiatatissimo, protagonista di mille avventure. Dov'è la luce ci siamo noi, dove siamo noi c'è la luce: coglierla, interpretarla, addomesticarla in pixel era l'inizio e la fine di tutte le nostre - mie - giornate. Un impegno quasi più insistente di quello con le parole. 
La luce di quei giorni, o meglio il modo in cui io la vedevo, è qui, e qui, e qui, e in parecchie altre immagini disseminate qua e là. Mi fa un certo effetto guardarla oggi. Niente come rileggersi o sfogliare le vecchie foto dà la misura del tempo che passa: le parole sono le stesse ma il tempo ne cambia tono e ritmo; la luce è sempre la stessa, ma la vita le dà un altro colore. 

12 maggio 2013

Che mamma sarò?

Mom & Son

Che mamma sarò? Per ora non ho figli, quindi ho il tempo di chiedermelo e di pensarci. Intanto mi guardo intorno in cerca di ispirazioni, modelli, spunti. Servirà? Se "l'amore si impara per osmosi, per esperienza", sarà lo stesso anche per la mammità? Non lo so, però ho la sensazione che osservare come le donne intorno a me vivono la maternità e la esprimono nel quotidiano sia anche una forma di meditazione, un'occasione per riflettere sulla mamma che vorrei essere e sulla persona che sono... (continua a leggere su Piccolini)

Vita da freelance, le regole: Lavori da casa? Cambia scrivania

A volte l'ufficio in casa diventa stretto. Non tanto in senso fisico - anche se può succedere, ovviamente - quanto in senso mentale: far incontrare tutte le attività della giornata tra le pareti domestiche può essere fonte di ispirazione, ma anche no.

Nei momenti no, evadere diventa indispensabile per recuperare entusiasmo e trovare idee fresche. Evadere fisicamente - andando a lavorare altrove, in biblioteca, in un coworking o a casa d'altri - è naturalmente l'ideale. Ma quando non è possibile, come si fa? Il mio rimedio d'emergenza è cambiare postazione di lavoro secondo l'ora del giorno o il tipo di attività mentale richiesto da ciò che sto facendo.

Con una stimolante sedia da ufficio e tutto a portata di mano, lo studio è la base operativa ideale per i momenti in cui devo fare ricerche tra la carta e il web. E' il luogo dei parti laboriosi, delle telefonate e del lavoro in notturna. Pro: una porta per chiudere il mondo fuori o il lavoro dentro, al bisogno. Contro: favorisce l'insorgenza di pancetta e gobbetta da scrivania.

7 marzoPer i lavori del tipo "lo devo finire entro l'ora di pranzo", il luogo ideale è il tavolo di cucina. Infatti, per rispettare il secondo (e ahimè più trasgredito) comandamento del freelance - non mischierai il lavoro con la vita di casa e non mangerai davanti al pc - al momento del pasto bisognerà sgomberare: saperlo in partenza aiuta a rispettare la deadline. Pro: possibilità di allungare le gambe sulla sedia di fronte, contenimento degli orari (che, come si sa, nell'ufficio in casa tendono a dilatarsi all'infinito), maggiore vicinanza fisica all'oggetto del proprio lavoro, con effetti benefici sulla concentrazione. Contro: in cucina si è pericolosamente vicini alla fonte del cibo.

una giornata esteticamente perfetta (335/365)Il tavolo da pranzo per me è una postazione di passaggio. Una via di mezzo tra la sobrietà dello studio e l'intimità della cucina. Pro: ambiente visivamente stimolante (piante, quadri...), buona location per le videochiamate Skype in alternativa allo studio. Contro: non è una scrivania e la postura ne risente.

In linea di massima sono contraria a lavorare dal divano. Il divano sta al lavoro come la ciabatta all'abito da sera e come i cavoli alla merenda. Insomma, non si fa: perché lavorare sbracati non fa bene alla schiena né invita alla concentrazione operosa. Però uso volentieri il divano quando devo buttare giù le prime idee per un progetto che sembra molto grosso da affrontare. Scrivere col pc sulle ginocchia, ascoltando musica o sorseggiando un caffè (per me tazzina rosa o blu, piattino giallo, cucchiaino a paletta, zucchero uno, grazie: ognuno ha i suoi riti) distrae il critico interiore, quello che ogni due righe bisbiglia "non si scrive così! dillo meglio!" e rallenta pericolosamente il lavoro. Pro: location rilassata e rilassante, ottimo antidoto al blocco creativo. Contro: il pc sulle ginocchia rischia l'ebollizione, il divano rischia macchie di caffè. E sdraiati non si lavora: si dorme.

8 marzo

09 aprile 2013

Ex moglie si innamora (da morire) di ex moglie: oggi su Zelda

2 aprile


Maria è “una come tante, ma con tante possibilità”. Ha una vita felice che pian piano si tinge di grigio, finché il suo matrimonio finisce. Ma l’amore, si sa, è una risorsa rinnovabile, e Maria torna ad essere felice al fianco di una donna come lei, che la mattina ha lo stesso comico bisogno di correre in bagno a fare pipì, frigge buonissime ciambelle e adora parlare, ridere, andare al cinema, fare tante domande. L’ex marito di Maria non lo sopporta...

29 marzo 2013

Lei

La vedo, finalmente. Non le dona il viola, come a me. Niente trucco, neanche lei. Un pelino accigliata. Un naso forte che si rivela più bello di profilo, quando le linee somigliano a quelle di donne che conosco anch'io. Sud. Labbra carnose. Occhi scuri, seri, attenti. Capelli corti, neri, primi fili bianchi. Niente da dichiarare, per il resto. 

Un viso che potrebbe risultare ordinario, una fisionomia che potrebbe sparire tra molte, se non sapessi che dietro quello sguardo fermo atteggiato alla Virginia Woolf bollono ironia, buone letture, una vitalità che forse i quarant'anni stanno stancando, ma che a trentadue doveva essere proprio quella che mi sento io oggi: curiosa, altalenante, a giorni demotivata, altri convinta di farcela, sempre determinata a stringere tra le dita la migliore opportunità, senza neanche darlo troppo a vedere. Perché per tener stretta una preda del genere è meglio avere il tocco leggero: ci vuole sprezzatura a inguantare la mano salda. 

La vedo alla ricerca della notizia. Anni fa. Le ha scritte tutte. Cercate appassionatamente. Curiose, tristi, insolite, sorprendenti, oppure ordinarie da tagliare con penna fine e un guizzo d'umore che magari l'avessi io. Più degli altri, prima degli altri, meglio degli altri. Un gran senso del ritmo. Sintesi, espressione felice, nessuna frase fatta, zero banalità. Eppure soffre del panico da pagina bianca, dice. Anch'io. Magari servisse a diventare così brava. Forse sì, forse succede, che più hai il panico da pagina bianca e meglio scrivi. A volte accade. Lo so su di me. 

La immagino in avventure come quelle che si propongono a me oggi. La immagino scegliere: accettare o no? ma sì, ma tanto. La immagino precaria, disinvolta o arrabbiata. Da qui in poi non so, non ci conosciamo. Non che prima, eh. E nemmeno poi. Chissà se leggersi, scambiarsi apprezzamenti per interposta persona è una forma di conoscenza sufficiente. Preferisco crederlo. Per ora non saprei che dirle. E forse, anche, preferisco non aprire finestre su fra dieci anni.

(31 ottobre 2009, ripescata da qui)

28 marzo 2013

Il canto della Passione delle contadine di Giulianello



Domani pomeriggio, come ogni venerdì santo, il coro delle contadine di Giulianello (Latina) intona il suo antico canto della Passione. Giovanna Marini, che l'ha studiato, pare l'abbia definito "uno dei pezzi di musica contadina più belli, preziosi e rari sia dal punto di vista musicale che da quello della completezza e particolarità del testo che io abbia mai ascoltato in Italia". Se siete da quelle parti, ve lo consiglio. Il coro parte alle 16 da piazza del Bottegone e attraversa il paese fino alla chiesa di san Giovanni Battista, dove esegue i canti. 

Giulianello è una frazione del comune di Cori. Dista 50 chilometri da Roma e si raggiunge dall'uscita Valmontone dell'autostrada A1 o percorrendo la via Appia fino a Velletri e poi seguendo le indicazioni per Giulianello/Cori. Qui la mappa e qui sotto il comunicato con cui il comune di Cori annuncia l'evento.

LA PASSIONE DI CRISTO CANTATA DALLE DONNE DI GIULIANELLO 

Processione del Venerdì Santo e Via Crucis 
Cori, 28 marzo 2013


            Sacralità e canto popolare si fondono nella tradizionale processione del Venerdì Santo di Giulianello che ripercorre le tappe della Passione di Cristo. Saranno le Donne di Giulianello ad accompagnare l’avanzare del corteo, che partirà alle ore 16 da piazza del Bottegone per arrivare alla Chiesa di San Giovanni Battista dopo aver attraversato le stradine del borgo.
            Il coro di contadine, detentrici della memoria orale di un’antica comunità, che ogni giorno scandiscono le proprie attività con canti semplici e spontanei, intoneranno il loro caratteristico quanto antico Canto della Passione, una delle testimonianze più rare e preziose della musica contadina ancora in circolo, a cui si sono interessati i più grandi esperti di linguistica ed etnomusicologia. Un canto legato a tradizioni remote, a lungo tramandato oralmente dalle donne che lavoravano nei campi. Un canto polifonico e paraliturgico, intonato da voci femminili soliste che si alternano, con un coro che risponde. Intensamente e drammaticamente rappresentativo di quel cantare contadino che ha segnato l’identità del territorio ed emblematico di quella Pietà popolare che si trasmette nei secoli e vede nelle donne un segno penitenziale significativo.
            Anche a Cori verrà ricordato il calvario del Signore. Alle ore 20.30 partirà la Via Crucis dalla Chiesa di SS. Pietro e Paolo fino alla Chiesa di Santa Maria della Pietà, che custodisce il monumento alla Resurrezione, il candelabro del cero pasquale, unico per fattura e più antico esempio del suo genere ad oggi conosciuto. Lungo le strade che collegano Monte a Valle verranno ricordate le 14 stazioni che rappresentano il cammino di Gesù, con la croce in spalla, verso il luogo del patibolo (Golgoda). Prima dell’arrivo, la scia di fedeli passerà anche davanti al monumento della Croce, nell’omonima piazza all’entrata del paese.