dancing in zero gravity


Quando posso scegliere preferisco il giallo. 

Il venditore indiano al mercato di piazza Vittorio l'ha capito in mezzo minuto e mi ha fatto vedere ogni sorta di african print che avesse dentro il giallo. Giallo e marron, giallo e rosso, giallo e blu in tutte le versioni e i disegni. 

Ha vinto facile. Ho scelto il numero 3. Per 9 euro mi sono portata a casa 5 metri di stoffa del colore della felicità d'estate.

E adesso, questa stoffa a chi la do? Su Pinterest è aperta la caccia alle idee. Conoscendomi, sono abbastanza sicura che nessuna idea sarà realizzata in tempi brevi. Salvo questa skirt wrap che mi pare bellissima e semplicissima, e in sintesi un'idea geniale per utilizzare qualunque pezza di grande formato e di bella stampa. 

Certo, mica ho le gambe di una ventenne africana, io. Però sto per andare in vacanza e tra mare e musei la mia wrap skirt fai da te saprò portarla ;)

p.s.

La mia stoffa non è di pregiata fattura, non è di marca, non è top di gamma. E non ha neanche un nome. Però potrei darglielo: come fa la ditta olandese Vlisco, che fa stoffe bellissime. Alle stoffe e ai loro disegni - che nascono contrassegnate da un numero ma vengono poi "battezzate" con nomi evocativi e poetici da chi le usa - Vlisco ha dedicato un progetto di storytelling davvero intrigante.



Donna panciuta, del resto, è sempre piaciuta.

Illustrazione di Derek Erdman. Genio :D
Corro, corro, corro. Da un mese e più.

Qui un po' di surfate degli ultimi tempi:

Cose che NON puoi essere se vuoi avere successo in proprio, di Gioia Gottini. Da leggere senza impermalirsi.

Mio figlio è transgender.

Office hours with Ann Friedman, ovvero consigli per i primi anni di carriera, da una delle mie giornaliste preferite. Bisogna fare login, ma è gratis. In inglese.

Una città mappata dal basso: la sfida di Barcellona.

Come vestire bene in estate (una cosa che per me è molto difficile!).

Un progetto importante, audace, da sostenere. Io sto con la sposa, e voi?



Oltre a correre molto, in questo periodo ho anche scritto. Di nuovo, e tanto. Qualche link:

Più CSR per tutti: la responsabilità sociale d'impresa come via d'uscita dalla crisi.

La frutta di città e un progetto per non mandarla sprecata.

Quante cose si possono fare con dei tappi di plastica.

Giornalisti Nell'Erba, il nostro futuro.

Ho intervistato il sottosegretario Luigi Bobba. Qui e qua.

La prima volta che sono uscita col grafico avevo un maglione scucito sotto il braccio sinistro... (questo l'ho scritto mesi fa, basti pensare che avevo ancora i capelli lunghi :D Però è stato pubblicato questa settimana e mi è caro, perché è un tutorial di rammendo con mia madre, che per l'occasione si è riscoperta una lady e si è messa pure lo smalto rosso :D).

"Mamma, vado a fare un press tour"
"Che bello, e dove?"
"In un allevamento di polli"

E' una giornata calda, movimentata e colorata. Come Torpignattara, di cui scrivo oggi sul Corriere Sociale, cioè Sociale.Corriere.it, la nuova (online da oggi) sezione del Corriere della Sera dedicata alle "buone notizie" su sociale, terzo settore, volontariato. Torpigna, mon amour, si sta vestendo di murales d'autore, in un progetto che vede coinvolti una nota galleria d'arte, il comitato di quartiere, artisti bravi e famosi e proprietari di muri spogli. Obiettivo comune: regalare bellezza al quartiere, per farlo vivere meglio. 

Non è tutto: sabato 24 maggio, per il secondo anno, Torpignattara organizza Alice nel paese della Marranella. Dalle 15 alle 24, per le vie del quartiere, arte, musica, spettacoli, giochi, letteratura, danze, performance, installazioni, cinema sotto le stelle. Ci saranno Vauro, che presenterà il suo ultimo libro Storia di una professoressa, e il pioniere della street art internazionale Jef Aérosol, che regalerà al quartiere un'opera in situ e permanente.

Alice nel paese della Marranella è opera dei volontari del comitato di quartiere Torpignattara. E' una festa di quartiere che nasce in modo bellissimo, come racconta il video qui sotto che documenta il making of della prima edizione. 



Siete ufficialmente invitate e invitati!

Torpignattara è il punto dove Roma è più vicina a New York (come penso io) o a Londra (dice qualcuno, e non ha torto nemmeno lui!). Per arrivarci potete seguire i conigli bianchi che trovate in questi giorni sui marciapiedi di tanti quartieri di Roma. Oppure potete salire sul glorioso trenino giallo che parte dalla stazione Termini e arriva al Grande Raccordo Anulare. Fermata Torpignattara, naturalmente.

Infine, di/a/da/in/con/su/per/tra/fra Torpignattara segnalo anche Kingston, di Sandro Joyeux, starring i bambini della scuola Pisacane che è speciale perché... 





Perugia per me, da qualche anno, è tante cose. E' la bellezza medievale della città, maestosa come certe città appenniniche sanno essere. E' pioggia e sole d'aprile, tetti rossi, salette da colazione che sanno di tempi andati, scorpacciate di tutto ciò che è al tartufo. E di parole.  

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Welcome
A Perugia, da qualche anno, la domenica in cui finisce il Festival internazionale del giornalismo mi defilo da tutti gli impegni e spulcio il mercatino dell'antiquariato in piazza Italia, dove è tradizione che prima di ripartire compri una vecchia macchina fotografica o un paio di orecchini a clip. 

Questa volta, però, il mio appuntamento col mercatino salterà. 

Infatti sarò al  Festival internazionale del giornalismo la mattina di mercoledì 30 aprile, dalle 11.30 alle 13 nella sala Raffaello dell'hotel Brufani, per presentare le quattro inchieste realizzate dai 500 giovani giornalisti nell'erba che hanno partecipato al progetto Si fa presto a dire green indagando sulla greenicità di imprese e prodotti. Per tutti i dettagli sull'appuntamento cliccate l'immagine qui sotto (dove io sono quella con la foto più scarmigliata, ma meno male: nessun fidanzato è stato schiavizzato per realizzare nessuna mia immagine, e The Cut mi conferma che va bene così!). 

Sono un po' emozionata, come dico sempre in questi casi. Se passate di là mi fa molto piacere: palesatevi, e dopo ci prendiamo un pasticcino di riso e un caffè. Per seguire da casa: #greenicità


Ci sarò anche il pomeriggio del 30 aprile e la mattina del primo maggio per due altri appuntamenti di giornalismo ambientale organizzati da FIMA, la Federazione italiana dei media ambientali: un workshop sulla narrazione giornalistica delle tematiche verdi e un incontro su come comunicare il cambiamento climatico. Se passate di là... l'ho già detto :) 

1.4.14

Scrivere

"Lo scopo primario dello scrittore non è ciò che egli scrive. Il suo primo bisogno è di scrivere. Scrivere, cioè assentarsi dal mondo e da se stesso per farne, eventualmente, materia di elaborazioni letterarie. E' solo secondariamente che si pone la questione del "soggetto" trattato. Il soggetto è la condizione necessaria, necessariamente contingente della produzione di scritti. Non importa quale soggetto è quello buono purché gli permetta di scrivere. Per sei anni, fino al 1946, io tenevo un "diario". Scrivevo per scongiurare l'angoscia. Non importa cosa. Ero uno scrivente. Lo scrivente diventerà scrittore quando il suo bisogno di scrivere sarà sostenuto da un soggetto che permette e esige che questo bisogno si organizzi in progetto. Siamo in milioni a passare la nostra vita a scrivere senza terminare mai niente né pubblicare. Tu stessa c'eri passata. Sapevi, fin dall'inizio, che avresti dovuto proteggere indefinitamente il mio progetto". 

André Gorz, Lettera a D. Storia di un amore, Sellerio, 2008, pag. 30. 
23 febbraio

Immaginate un bagno piccolo. Anzi, molto piccolo. Per l’esattezza lungo e stretto: un metro di larghezza per 3 metri e 40 centimetri di lunghezza. Con uno dei lati corti occupato dalla porta e l’altro dalla cabina doccia. Sulla parete di destra, in fila, ci sono un termosifone, il lavandino, il bidet, il wc. Non c’è posto per la lavatrice, per un mobile e neanche per il cesto della biancheria sporca.
E’ il bagno del trilocale: piccolo e un po’ scomodo. Una ristrutturazione farebbe miracoli, però al momento non sono previsti lavori. Quindi, che fare? Su Trashic qualche stratagemma che abbiamo messo in pratica ultimamente (l'attaccapanni a fisarmonica era molto fotogenico, ma non c'è più). 

27.3.14

#comeleggoio

01 dicembre 2011 - P'tit

Come leggo io?

Leggo diversamente da una volta: prima mi interessava quasi solo il ritmo della scrittura, il modo di raccontare; oggi mi interessano anche storie e personaggi. Però cogliere il ritmo di un testo per me resta fondamentale, e se l'autore è straniero e conosco la sua lingua preferisco ascoltarlo in originale. In tutti gli altri casi stimo moltissimo i traduttori e per alcuni di loro nutro una riconoscenza particolare.
Leggo fluttuando tra interessi molteplici.
Leggo disordinatamente e se una lettura mi annoia mi avvalgo della facoltà di non finirla o di saltare le pagine, e non mi scuso.
Leggo di carta, adoro le librerie e i bravi librai, ma negli ultimi mesi la mia voracità e lo spazio limitato del trilocale hanno fatto diventare l'e-reader, rapidissimamente, un mai-più-senza.

Leggo, e come lo faccio è una dichiarazione di poetica. Non sono la prima a dirlo, ovviamente, ma quando ho incontrato Federigo Tozzi - anche se il suo "come leggo io" è diverso dal mio - mi ci sono ritrovata.

E voi, come leggete? 


13 gennaio

Quando leggo, mi piace condividere. Ho la fortuna di poterlo fare spesso dal vivo con le persone che ho intorno, ma mi piacerebbe lasciare qualche appunto anche quassù, per ricordarmi delle mie letture e scambiare impressioni e consigli.

Così ho pensato di inaugurare #comeleggoio, altra "rubrica" di questo blog che a cadenza circa mensile mi aiuterà a tenere il conto di tutti i libri che accumulo in pile sbilenche sul comodino e - spero - anche a portare a casa anche tanti consigli di lettura che mi dischiudano nuovi mondi di pagine da sfogliare.

Intanto, qui sotto, ecco cos'ho sul comodino in questo momento.

27 marzo

Nelle foto in alto, la Libreria Sant'Agostino, un posto speciale.

P.s.: #comeleggo io ha le sembianze di un hashtag, quindi potremmo pure usarlo per scambiare suggerimenti e "cose di libri" su Twitter e Instagram .