
Il color tortora, un po' marron e un po' grigio, vira al malva o al beige secondo la luce e le tinte a cui viene accostato. Io lo adoro un po' sempre, e dal punto di vista dell'abbiglio lo considero un passepartout un po' sempre ("devi sempre avere uno scaldacuore color tortora nell'armadio", direi!). In questi giorni di primavera fine inverno lo vedo intorno a me nel fango delle ultime piogge e nel color-nulla dei marciapiedi inzuppati, e lo indosso molto, insieme al nero o, meglio ancora, al blu e al blu pallido. Lo trovo un segnale di uscita dai neri e dai grigi invernali: si affaccia al primo sole discretamente, senza chiasso, svelando tutte le sue sfumature un po' per volta. Non c'è neanche troppo bisogno di definirlo o etichettarlo: è un color-di tutto un po' che sa di mezza stagione e di passaggio. Il colore che descrive meglio questi giorni di marzo.
P.S. Mi incuriosisce Giallo criminale e altre storie. I colori nelle neuroscienze, il nuovo ebook di Informant...
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Io ho cominciato ad amarlo da poco, adesso mi piace assai. Forse perché fino a pochi anni fa ero bionda, ed avendo la pelle chiara non mi piacevano i colori troppo tenui, mi spegnevano molto. Ora invece che ho un castano chiaro più caldo posso permettermi colori più tenui, come tortora, malva, cipria (lo adoro), carta da zucchero chiaro...
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