17.10.13

Secondo nome, Flavia


Cada nombre tiene su historia. Los que escogemos, los que inventamos, los que nos dan.


Something new - Self Portrait Challenge, June 2012
Mia madre avrebbe voluto chiamarmi Magda o Aldina. Mio padre Carla, come la ragazzina col cappotto verde a cui faceva gli occhi dolci all'epoca in cui erano così timidi o così piccoli che non si parlarono mai e lui il nome di lei, per la verità, lo immaginò soltanto.

Per un momento pensarono ad Andreina, ma a mia madre non piaceva. Poi soppesarono Matilde, la santa del giorno in cui sono nata. Sfogliarono tutti i mesi del calendario senza trovare un accordo finché mio padre propose Ilaria come Ilaria del Carretto, ma con l'augurio di avere una vita più felice, e Ilaria fu.

La vita però, secondo me, avrebbe preferito Flavia. Me lo segnala continuamente, facendomi chiamare Flavia come mia cugina, Flavia come un'amica, Flavia come la ex del mio fidanzato. C'è sempre stata una Flavia dalle mie parti, e c'è sempre stato - e c'è - qualcuno che si confonde. Forse è colpa dell'assonanza: Flavia suona un po' come Ilaria e se li abbrevi alla romana - Flà, Ilà - si distinguono ancora meno. Comunque sia, Flavia - a questo punto ne sono abbastanza sicura - è il nome con cui sono più chiamata, dopo il mio.

Anche nelle situazioni che altri avrebbero trovato imbarazzanti, sentirmi chiamare Flavia mi ha sempre strappato un sorriso o una risata. Perché sono una donna diversa da tutte le altre, è chiaro, ma anche perché la prima Flavia a cui mi hanno sovrapposta è stata la mia cugina grande, bellissima, ironica e ottima cuoca: mi ha insegnato a tagliare la carne col coltello, a fare i biscotti e la torta di mele e nella mia mente il suo nome è legato a un imprinting di bei ricordi. 

Non me la prendo anche perché questa confusione onomastica mi sembra una burla ingegnosa, uno scherzo così elaborato che non si può non sorridere insieme alla vita che te lo fa. L'anno scorso, per far capire alla vita che apprezzavo il suo umore, mi sono chiamata Flavia davvero: per un minuto e quaranta secondi, nel cortometraggio amatoriale di amici, mi sono impossessata del personaggio di una Flavia logorroica e un po' svanita con effetti (dicono) discretamente comici.

Anche la vita si è fatta una risata: chi sbagliava nome continua a farlo. Con una Flavia in più: una collega. Ora l'equivoco è a chiasmo: lei si sente chiamare Ilaria mentre io divento Flavia. Succede diverse volte alla settimana. E mentre questo post era già in bozze mi è arrivata addirittura una mail di lavoro che iniziava con "Flavia, per favore, potresti...".

L'altro giorno, per strada, qualcuno ha gridato "Flavia!" e io mi sono girata pensando che cercasse me.

4 commenti:

  1. ahahha
    meraviglioso questo post!
    mi ha ricordato una cosa scritta tanto tempo fa in cui invece io elucubravo su quanto essere claudia mi appartenesse.
    bella la foto... inquietante, ma bella ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, mi ricordo un post sul nome Claudia. Anche a me Ilaria appartiene molto, solo che questa confusione... continua :D

      Elimina
  2. io sono stata chiamata Simona, nome che mi piace e mi sta a pennello. più che altro molto comune dalle mie parti. in classe ce ne erano almeno tre, per cui, alla fine ci si chiamava per cognome...cosa bruttissima spoetizzante e spersonalizzante!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. è vero, in questi casi a volte sarebbe meglio un nome alternativo...

      Elimina